Diego Armando Maradona junior si racconta, e viene raccontato, in 240 pagine che trasmettono un messaggio tanto crudo quanto strabiliante: "Credo che questo libro vada letto per un motivo basilare: così che tutti i padri del mondo capiscano quanto sia tremendo abbandonare i propri figli". Dichiarazione che prelude al grande viaggio: "Andrò in Argentina per abbracciare mia sorella Jana: una bimba di 12 anni che ha il mio stesso percorso". La voce narrante del libro, scritto da Annamaria Chiariello, è quella di Diego junior, il figlio napoletano di Cristiana Sinagra e del Pibe. "E' una storia vera. Una storia che non ha lo scopo di attaccare mio padre, ma soltanto di raccontare la verità. E' un libro di affetto e di sentimenti".
IL LIBRO - Il libro narra la vita di un figlio che riesce ancora a parlare di suo padre con affetto, senza acredine. Perché nel cuore del giovane Diego c’è la tristezza per un genitore che gli è mancato, che è stato assente nei momenti belli e brutti della sua vita, ma anche l’ammirazione incondizionata per quel Maradona che è la leggenda vivente del calcio. E poi le battaglie in Tribunale, l’amore per il calcio, la passione per il Napoli, il primo (e unico) incontro a Fiuggi. Tutto cose raccontate ancora una volta proprio alla presentazione ufficiale del libro, avvenuta a Venafrio (Isernia), la località dove Diego jr gioca in serie D. «Quell'incontro? Eravamo a Fiuggi su un campo da golf - ha detto Diego jr -, mio Dio che emozione. Era mio padre. Poi però ho pensato: ma questo è Maradona.... Recuperare il tempo perduto? No so. Ora sono grande, prima avevo bisogno di lui. Ora voglio solo che lui stia bene. Che pensi prima a lui. Purtroppo, quando mi chiedono del carattere di mio padre, dei suoi pregi non so mai che dire. Però chi lo ha conosciuto mi ha detto che è molto generoso». Insomma: la storia di Diego junior, figlio di Cristiana Sinagra, e di un papà assente ed ingombrante.
UNA FAVOLA - Tutta colpa di una sorte crudele che si è divertita a rovinare una storia che sembrava destinata ad un lieto fine. Come piacerebbe a Napoli (ma non solo) e ad Annamaria Chiarello, napoletana anche lei, inviata del Tg5 con un passato professionale dove lo sport era di casa, visto che ha cominciato con Autosprint, Rombo e Rombo Tv, occupandosi di rally e Formula 1. ha legato il suo nome ad importanti servizi, reportage ed inchieste come la tragica alluvione di Sarno, la scoperta di una rete di pedofili a Torre Annunziata, l’angoscia per la sparizione di Silvestro Delle Cave e l’intervista ad uno degli orchi che lo avevano rapito, seviziato e ucciso. Nel 2005, con un reportage sulla faida di camorra a Napoli, ha vinto la targa della presidenza del Senato al Premio Cronisti Piero Passetti.
Maradona, mio padre, di Annamaria Chiariello. Tullio Pironti Editore. Pagine 240, € 12,80